La Japan All-Star Series è tornata dopo quattro anni di distanza dall’ultima volta, ma nel Sol Levante nulla è cambiato. I Samurai di Atsunori Inaba, leggenda del baseball NPB e manager della selezione giapponese da poco più di un anno, si sono riconfermati superiori alla selezione delle stelle messa in piedi da Don Mattingly per rappresentare la lega di baseball più competitiva al mondo: la MLB.

La nazionale giapponese di baseball si è aggiudicata 5 delle 6 partite in programma, tre di queste in rimonta: due al nono inning ed un’altra (gara 5) prima grazie ad un pareggio insperato nel settimo e poi grazie al successivo vantaggio scaturito nell’ottava ripresa.

VIDEO: YANAGITA CHIUDE GARA 1 CON UN WALK-OFF HR

VIDEO: IL 'MONSTER DAY' DI YANAGITA IN GARA 2

I giapponesi hanno sconfitto gli shift difensivi e la oppo-power degli “statunitensi” con il loro stile di gioco tutto improntato sulla difesa, sulla velocità e sullo “small ball” marchio di fabbrica, senza disdegnare i fuoricampo che non sono arrivati a pioggia (4, contro i 10 della MLB), ma che hanno avuto un loro peso non indifferente nella storia della serie. È proprio con un fuoricampo, d’altronde, che gli eroi di casa hanno fatto esplodere Tokyo Dome e ribaltato la prima partita vincendo in walk-off per 7-6 con una prodezza di Yuki Yanagita. Il Most Valuable Player della scorsa edizione si è dato da fare anche nella partita successiva vinta dal Giappone per 12-6 grazie ad un altro dei suoi fuoricampo e a tre singoli, chiudendo con un 5-7 in battuta le prime due partite. Ritmo, questo, che Yanagita non è stato capace di sostenere, battendo appena 2-15 nel resto della serie. Eclissatosi il DH/OFer, a trascinare il Giappone sono stati Seiji Uebayashi (10-21, 5R, RBI, BB, K) e Shogo Akiyama (7-20, 2R, 7RBI, 3BB, K) presenti per tutta la serie e spina nel fianco degli esperti lanciatori di Major League. Ma se l’attacco di Inaba ha surclassato quello di Mattingly (37 punti segnati contro 24 subiti) è giusto evidenziare anche le prestazioni del pitching staff. Kishi, Hamaguchi, Ohsera, Uwasawa e Kasahara hanno offerto partenze soddisfacenti, mentre il bullpen con Takanashi, il secondo closer Yamasaki, Yuki Matsui e Iwasada è stato complicato da gestire per i potenti battitori arrivati dall’altra parte del Pacifico.

VIDEO: UWASAWA INFILA 7 STRIKEOUT

A non aver funzionato, per Mattingly, è stato proprio il monte di lancio. Brian Johnson, utilizzato come partente ha concesso 11 punti in 4.2 IP con più basi su ball concesse (5) rispetto agli strikeout messi a segno (4). Male anche i rilievi Andriese, Otero – incapace di garantire tranquillità – e specialmente Kirby Yates, che ha sulla coscienza due sconfitte con altrettante blown save. Male anche Velazquez, protagonista in negativo della sconfitta di gara 5 (quella che ha consegnato ai giapponesi la certezza di vincere la serie) rovinando un doppio gioco di routine 1-6-3 con un tiro finito nell’esterno centro consentendo ai Samurai di rimontare.

Anche l’attacco però non è esente dalla sua parte di responsabilità. A parte i due fuoricampo colpiti (leader della serie assieme a Realmuto, Soto e Yanagita), il Phillie Rhys Hoskins non ha avuto molto di cui rallegrarsi, chiudendo con un 3-18 e 7 strikeout. Non sufficiente anche la coppia Dodgers formata da Chris Taylor e Kiké Hernandez (3-25 in due) mentre grida ancora vendetta il clamoroso 27esimo out in seconda base con protagonista in negativo Mitch Haniger, che nel nono inning di una gara 5 decisa da un solo punto si è lanciato in una corsa senza speranze verso il cuscino del middle infield.

Sono stati Amed Rosario, Yadier Molina e Juan Soto gli unici a garantire sempre mordente ad un attacco decisamente ingolfato mentre Ronald Acuña Jr, fresco vincitore del premio Rookie dell’anno per la National League (soffiato proprio a Soto) si è sbloccato con un fuoricampo solamente nell’ultima partita.

VIDEO: JUAN SOTO FERMATO DAL TETTO DI TOKYO DOME

Rosario (8-17, HR) si è reso protagonista anche in difesa con alcune belle giocate nell’interbase, mentre l’amatissimo Yadier Molina, oltre a comportarsi come al solito da allenatore in campo, ha dimostrato di non avere alcuna stanchezza battendo 8-16 con un fuoricampo. Dei giocatori di Mattingly, Juan Soto (6-20, 5 RBI) è forse quello che ha fatto divertire di più. Protagonista di due valide ed un punto battuto a casa già nella partita amichevole contro i Yomuri Giants, così come Yuki Yanagita Soto è stato protagonista di due fuoricampo nelle prime due partite. A fermarlo, nella terza, soltanto il tetto di Tokyo Dome, che gli ha negato il terzo roundtripper in tre partite. In questa esperienza, comunque, Soto un record se lo è già portato a casa: il tetto di Tokyo Dome infatti lo ha colpito ben due volte in quattro partite totali giocate nel "Dome". La prima volta nella partita amichevole contro i Giants, una "prodezza" che gli ha consegnato un rbi double.

VIDEO: SOTO COLPISCE IL TETTO E CONQUISTA DUE BASI

VIDEO: I DUE INNING DI MAEDA A HIROSHIMA

Storia di questa serie anche il ritorno a casa di Kenta Maeda. A poco più di due settimane dalla conclusione della World Series, Maeda è tornato a lanciare al Mazda Zoom-Zoom di Hiroshima, città nella quale ha lanciato per 8 stagioni indossando la divisa dei Toyo Carp. Il suo ritorno al passato è stato breve ma intenso. Maeda ha lanciato solamente i primi due inning e sarebbe stato in linea per la vittoria (nelle partite All-Star non si adotta il tradizionale sistema usato per gli incontri di campionato) se nel nono inning Yates e Brebbia non avessero rovinato tutto. Quella partita gli MLBers la hanno controllata sin da subito con un fuoricampo di Hoskins, un doppio di Soto ed una sac fly di Carlos Santana, ma un fuoricampo di Akiyama contro McHugh ha ridato fiducia ai nipponici che nel nono inning hanno calato l’ascia e segnato 4 punti con due bunt di sacrificio ed altre due battute che non hanno lasciato l’infield.

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