Una grande prestazione in Gara 2, vinta a Porto Sant’Elpidio, nella prima giornata del girone di ritorno. Bene anche nel primo match, dove solo qualche dettaglio non permette ai foggiani di portare a casa il bottino pieno in casa della seconda squadra del campionato. Nonostante i diversi obiettivi e la diversa classifica, sono andate in scena due gare altamente combattute.

GARA1 – Si parte con Araujo sul monte e D'Agnelli a ricevere; interni Iacovelli, Massaro, Colon Ventura e Coluccino; esterni Panico, Bizzoco e Carbone. Gara super equilibrata con Porto Sant’Elpidio avanti 1-0 al primo inning e 2-1 al quarto (con un fuori campo, il terzo stagionale, di Colon Ventura). Punto foggiano del pareggio, 2-2 ad inizio quinta ripresa, poi qualche piccola imperfezione rilancia i padroni di casa sul 4-2. Nel finale prima Luigi Sammartino, poi Salvatore Strippoli sul monte riescono a contenere, ma l’attacco non riesce a recuperare i due punti di svantaggio e la gara termina con la vittoria 4-2 di Porto Sant’Elpidio.

GARA2 – Sul monte Carbone, a ricevere sempre D'Agnelli (uno dei pochi ricevitori di categoria a giocare entrambe le gare, ottimo in moltissime occasioni e soprattutto in 4 tentativi di basi rubate); interni Araujo, Massaro, Colon Ventura e Coluccino; sulle corsie esterne Panico, Bizzoco e Iacovelli. La partenza è da dimenticare per i foggiani. Subito sotto 4-0 per via di leggerezze difensive che diventano preoccupanti, nonostante un Carbone in forma. Nel corso della partita Salvatore Strippoli lo rileva e suona la carica. Anche in battuta dove i suoi uomini traggono il meglio possibile dal 9-2 in poi (per Porto Sant’Elpidio). Numerose battute di qualità e tanta determinazione permettono agli Embers di avvicinarsi, 9-3 al quarto e 9-8 al quinto gioco. Il sorpasso al settimo inning, 9-10 e 10-12 al penultimo incrocio. Al nono inning Foggia chiude a secco di punti, ma il manager Salvatore Strippoli (come già detto salito sul monte di lancio) chiude con un solo punto subito e vince la gara 11-12.

Finalmente arriva la prima vittoria esterna della stagione, soltanto sfiorata in alcuni casi finora. In classifica Foggia resta al sesto posto con 5 vittorie in 14 gare giocate, a pari merito con Cupramontana e alle spalle di Riccione e Potenza Picena

Due incontri dall'esito opposto quelli andati in scena allo stadio Gavagnin di Verona. La partita del pomeriggio ha restituito la peggior versione dell'Ecotherm, incapace di rendersi pericolosa per tutti i 9 inning disputati, mentre nella gara serale i leoni bresciani si sono riscattati con una buona prova collettiva che ha consentito di aggiudicarsi l'incontro.

In gara 1 Gorrin deve fare ancora i conti con l'assenza di Coletti e affida il ruolo di lanciatore partente a Federico Virgadaula. Il giovane pitcher bresciano ripaga la fiducia con un'ottima prestazione e lancia 6 riprese di qualità, mantenendo le mazze veronesi sotto controllo per più di metà incontro. Purtroppo Virgadaula non è però supportato dall'attacco, che soffre i lanci del partente scaligero Tebaldi (saranno solo 4 le valide dell'Ecotherm in gara1) capace di dominare senza affanno per 7 riprese.

La partita prosegue così veloce fino alla parte bassa del sesto, quando i padroni di casa spaccano la partita grazie ad un potente triplo di Castagna che svuota le basi. Alla fine del sesto il tabellone dice 4 a 0 per la squadra di casa ma gli ospiti accusano il colpo e concedono altri 4 punti al successivo attacco, non riuscendo di fatto mai ad impensierire la difesa veronese. Risultato finale: 8 a 0 per Verona.

Di tutt'altro tenore gara 2. Brescia dimostra da subito di avere un atteggiamento diverso e pur faticando e sprecando, lasciando parecchi uomini in base, riesce a costruire punto su punto un vantaggio che la porta all'ultima ripresa in vantaggio per 5 a 0.

Sugli scudi nell'attacco bresciano l'ottimo Vinetti, autore di una grande prestazione con 2 su 4 nel box (di cui un doppio), 1 punto segnato e 1 rbi.

Mentre l'attacco è riuscito a differenza del primo incontro a costruire punti, va dato anche enorme merito alla prova sul monte di Javier Fandino, che sopperisce ai problemi di lanciatori lanciando un epico complete game condito da 12 strikeout e solamente 6 valide concesse.

Solo un po’ di stanchezza e comprensibile calo nel finale consente a Verona di segnare il punto della bandiera, ma la difesa attenta dei leoni Bresciani chiude la partita con il punteggio di 5 a 1 e può festeggiare il ritorno alla vittoria.

Una Ecotherm dai due volti che ha dimostrato che se l'attitudine è quella giusta può fare risultato con chiunque, importante quindi evitare i cali di tensione e di concentrazione visti in gara 1 e che potrebbero compromettere la corsa al secondo posto, che in questo momento resta più viva che mai.

In merito alle notizie e alle speculazioni apparse da ieri pomeriggio su siti internet e social media e per creare maggior chiarezza in merito a quanto accaduto ieri pomeriggio in occasione della gara tra Parma Clima e Neptunus Rotterdam, il 1949 Parma baseball Club A.S.D. Precisa quanto segue:

 

  • il suggerimento di interrompere la partita al momento del grave infortunio occorso al nostro tesserato Owen Ozanich è arrivato dal manager del Neptunus Rotterdam, signor Ronald Jaarsma, che ringraziamo per la sensibilità e la disponibilità dimostrate in un frangente così drammatico

  • il nostro allenatore, Guido Poma, ha immediatamente dato il proprio benestare alla conclusione anticipata dall'incontro interrompendo il riscaldamento dell'atleta Mattia Aldegheri che, in caso di prosecuzione, avrebbe sostituito Ozanich

  • di questa decisione sono stati avvisati gli arbitri della partita e il commissario di campo che ci ha avvisati di come, dal punto di vista regolamentare, la partita sarebbe stata ritenuta conclusa per il nostro forfait con conseguente vittoria del Neptunus con il risultato di 9 a 0

  • i dirigenti della nostra società presenti alla partita hanno immediatamente avvallato la decisione del nostro tecnico ritenendo che non ci fossero più i presupposti per continuare una partita di non elevata importanza in un clima quasi surreale e in una condizione emotivamente difficile per i nostri giocatori

Nella circostanza ci corre l'obbligo di ringraziare le Società Neptunus Rotterdam e Fortitudo Bologna per il fondamentale aiuto prestato dai loro tesserati al nostro staff sanitario nel fronteggiare la difficile situazione che si era creata dopo il grave infortunio del nostro atleta.

Owen Ozanich è tuttora ricoverato in osservazione presso l'Ospedale Rizzoli di Bologna dopo aver passato una notte tranquilla. Se non interverranno complicazioni sarà dimesso nella giornata di domani e martedì verrà visitato dal nostro staff medico per valutare l'iter necessario per il recupero dalla frattura alla tibia sinistra.

Interpretando il pensiero di Owen e dei suoi familiari, il 1949 Parma baseball desidera ringraziare tutti coloro che nelle scorse ore gli hanno fatto pervenire messaggi di stima e di incoraggiamento.

Dopo la fantastica conquista della European Champions Cup, i campioni d'Italia e ora anche campioni d'Europa della UnipolSai Assicurazioni Fortitudo Bologna sono attesi da festeggiamenti e riconoscimenti per aver regalato un altro sogno a una città intera, il tutto naturalmente senza perdere la concentrazione rispetto a una stagione agonista che non è finita e presenta altri obiettivi importanti da raggiungere. L'organizzazione della coppa dei campioni ha dimostrato che la Fortitudo Baseball è un modello di eccellenza sia sul campo che fuori dallo stesso. La città di Bologna ha scelto di riconoscere nell'immediatezza dell'avvenimento i meriti di dirigenti, collaboratori, staff tecnico e atleti che hanno portato per la sesta volta sotto le due torri il massimo trofeo europeo di baseball per club. Il Sindaco Virginio Merola e l'Assessore Matteo Lepore hanno invitato la UnipolSai Fortitudo presso Palazzo d'Accursio, la casa comunale in piazza Maggiore di Bologna, con appuntamento alle ore 12 di martedì 11 giugno in Sala Rossa.

 

(Foto di copertina di Lorenzo Bellocchio)

Uno strepitoso Rivero sul monte di lancio (14 K in 7.2 inning) blocca l'attacco dell'Amsterdam. Francesco Fuzzi apre il fuoco delle bollenti mazze biancoblu, che battono 14 valide, con 5 doppi, 2 tripli e segnano fino all'8 a 0, che consegna la sesta coppa dei campioni alla squadra bolognese. I premi individuali: miglior lanciatore il biancoblu Stephen Perakslis, MVP Osman Marval, miglior battitore Rubanowitz dell'Ostrava.

 

Vince la sua sesta coppa dei campioni della storia, e lo fa davanti al proprio pubblico, in un Gianni Falchi stracolmo, la UnipolSai Assicurazioni Fortitudo Bologna, che con una prestazione entusiasmante ha vinto la finale della European Champions Cup 2019, sconfiggendo la squadra olandese L&D Amsterdam con il risultato di 8 a 0. Squadra olandese che esce a testa alta, per il valore tecnico che ha espresso in tutto il torneo. Partita a senso unico, come è stato in semifinale con l'altra squadra olandese ed anche in questo caso l'attacco ospite è stato totalmente annichilito dal lanciatore partente biancoblu, questa sera Raul Rivero, il fortissimo “omone” venezuelano, ormai beniamino da varie stagioni del pubblico bolognese, convinto a suon di prestazioni, soprattutto nelle gare più importanti, come stasera, una prova di 120 lanci, 7.2 riprese, 4 valide concesse (solo una oltre il diamante), una base ball e la bellezza di 14 eliminazioni al piatto, senza punti subiti, una prestazione autorevole, clamorosa, destinata a rimanere nella storia della gloriosa società bolognese. Quattro punti segnati al secondo inning hanno dato il là alla serata, sulla spinta di un attacco (14 valide contro 5, con 5 doppi e 2 tripli) che ha visto Francesco Fuzzi (2 su 4, un doppio, 2 RBI) vestire i panni del protagonista, assieme a Osman Marval (2 doppi), Leo Ferrini e John Polonius (2 su 5 e un triplo per entrambi), Ericson Leonora e il capitano, Alessandro Vaglio (2 valide a testa, con un doppio). Alex Bassani, ha avuto l'onore di portare a termine dal monte di lancio l'impresa della Effe Blu, aprendo le feste con uno strikeout.

A lanciare la prima palla dell'incontro della finale European Champions Cup, una nota campionessa di nuoto, Martina Grimaldi, una delle eccellenze sportive del territorio bolognese, specializzata nelle gare di nuoto di fondo, campionessa mondiale nei 10 km (2010), nei 25 km (2013), bronzo olimpico a Londra 2012. Ad accompagnare le squadre in campo, invece, gli atleti del settore giovanile del San Lazzaro Baseball. Primi ad entrare in campo nella suggestiva presentazione, gli applauditissimi volontari in maglia gialla, che in questi giorni hanno consentito l'organizzazione di un importante, quanto impegnativo, evento come la coppa dei campioni, che si sono collocati nei corridoi prima-seconda base e seconda-terza base. Una settimana di baseball che a Bologna e Castenaso sarà ricordata a lungo e che è stata anche baciata da un Sole che ha permesso di poter giocare questo meraviglioso sport nelle migliori condizioni climatiche possibili.

Richardson apre le danze al primo inning con un singolo interno e una rubata, ma è la Fortitudo a fare la voce grossa al secondo attacco, aperto da un poderoso doppio destra di Marval. Il catcher venezuelano avanza sul perfetto bunt di sacrificio di Leonora e segna sulla valida al centro di Vaglio, che così sblocca la finale. Anche Russo vince il suo duello e tocca valido a sinistra e con un gran bel turno Grimaudo riempie le basi, guadagnando un passaggio gratis. Tocca a Fuzzi, che va sotto nel conto, ma poi infila un secco rasoterra che si infila fra il cuscino di terza base e Gerard, producendo un doppio a sinistra che “svuota” i cuscini, complice anche un'incertezza dell'esterno dell'Amsterdam che incide sull'ultima segnatura, tre punti che portano il provvisorio sul 4 a 0 fra il tripudio del pubblico. Il primo terzo di gara si chiude registrando i singoli di Leonora e Henrique.

Al quarto inning, con un out del tabellone, Fuzzi batte ancora sul terza base, questa volta è un singolo interno, e con la valida nel gap fra prima e seconda di Nosti il romagnolo corre fino in terza. Con i corridori agli angoli, il manager dei pirates sostituisce il suo lanciatore partente con Stuifbergen. Batte Ferrini in scelta difesa e gli olandesi optano per l'out “in ballerina” dello stesso Fuzzi, che era partito per andare a segnare. Poco male, perché un triplo a destra di Polonius manda a punto entrambi i compagni in base, portando il parziale sul più rassicurante 6 a 0. Amsterdam fatica a uscire dal diamante contro Rivero: Berkenbosh al cambio di campo batte la terza valida interna serale della L&D. Con due out, un errore di Polonius sulla battuta di Draijer mette in difficoltà i biancoblu, costringendo Rivero a gestire una situazione di corridori agli angoli, ma se la cava col terzo strikeout della ripresa, ottavo totale dopo quattro inning. Continuano invece a martellare in attacco i biancoblu, che aprono il quinto inning con un bel doppio a sinistra di Leonora, che avanza in terza su balk. Vaglio va in base su colpito. Russo e Grimaudo tentano la volata di sacrificio, va bene al secondo, che porta un altra segnatura alla causa UnipolSai. Al sesto inning, con un out, Ferrini “battezza” anche il neo entrato Groen e tocca la decima valida serale della Fortitudo. Lo imita Polonius, bucando anch'egli il diamante, ma l'attacco non produce altri punti. Al cambio di campo, prime vere difficoltà per Rivero, che concede una base a Schoop e una valida a sinistra a Richardson (per la prima volta gli olandesi battono oltre il diamante), ma l'omone ne esce alla grandissima.

Vaglio apre il settimo inning con un doppio “in piedi” al centro, ma di nuovo i biancoblu non concretizzano. All'ottavo inning un lungo triplo a destra di Ferrini si candida ad essere ricordato come la ciliegina sulla torta di questa finale e ci pensa Marval a convertire a punto con un doppio a destra (8 a 0). Amsterdam alle corde, nuovo cambio sul monte, tocca a Rietel. Rivero invece mette le radici sul mound biancoblu, ad affrontare all'ottavo inning, parte bassa, la parte alta del lineup L&D, con 114 lanci già sul braccio. Dopo due out, Frignani sale sulla collinetta e il pitcher venezuelano esce nell'ovazione del Falchi strapieno, che l'omone saluta, passando il testimone a Bassani, che conduce la nave in porto senza patemi, suscitando l'entusiasmo del pubblico.

Al termine le premiazioni, che hanno visto a livello individuale il ceco Alexander Rubanowitz vincere il premio come miglior battitore. Due giocatori della UnipolSai Fortitudo hanno portato a casa gli altri due premi: miglior lanciatore a Perakslis, MVP Osman Marval.

IL TABELLINO

Nella serata più importante, almeno fino a questo punto della stagione e dell'avventura di coppa, la UnipolSai Assicurazioni Fortitudo Bologna ha sfoderato una prestazione strepitosa, di fronte a un Gianni Falchi gremito (1800 le presenze stimate), vincendo la propria semifinale di European Champions Cup 2019, battendo sonoramente i campioni d'Europa in carica dei Curaçao Neptunus Rotterdam con il risultato di10 a 3. La gara si è sbloccata al secondo inning con tre punti segnati dai biancoblu, replicati nell'attacco successivo, che hanno posto un'ipoteca pesantissima sul match, sotto i colpi violenti di Alessandro Grimaudo(fuoricampo da due punti), Osman Marval (triplo) e compagni di un attacco che ha sconfitto quel lanciatore, Markwell, che era stato barriera quasi invalicabile per i biancoblu nelle ultime stagioni, viceversaStephen Perakslis (8 inning, 107 lanci, 2 valide subite, una base ball, 7 strikeout, un punto non guadagnato), lanciatore americano ingaggiato appositamente per la coppa dei campioni, è stato un vero e proprio incubo per tutta la serata per le fortissime mazze olandesi. Veni, vidi, vici.

Ora la finale europea è fra L&D Amsterdam e UnipolSai Fortitudo, in programma domani, sabato 8 giugno alle ore 20.30, mentre gli sconfitti delle due semifinali, Neptunus e Parma, si affronteranno alle 14.30, sempre al Gianni Falchi, per la finale per il terzo posto. Impressionanti i numeri della “mattanza” biancoblu. I bolognesi hanno battuto 11 valide, contro le sole 4 degli avversari (2 nelle prime otto riprese). Ognuno dei nove componenti del lineup felsineo ha battuto almeno una valida: 2 a testa per Marval e Ericson Leonora, che ha all'attivo anche un doppio e 2 RBI. Doppi anche per Nosti e Vaglio, 2 punti battuti a casa anche da Ferrini. Unica pecca, i 4 errori difensivi, in un sola occasione tuttavia “pagati” dalla squadra bolognese, proprio perché la stessa difesa ha alternato a questi errori alcune giocate davvero eccellenti.

A lanciare la prima palla dell'incontro Nicola Fasani, universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Faso, storico bassista del gruppo musicale “Elio e le storie tese”, nonché appassionato, dirigente e giocatore di baseball, mentre gli atleti del settore giovanile dei Redskins Imola hanno accompagnato l'ingresso in campo delle squadre. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, presente anch'egli al Gianni Falchi, è intervenuto alla fine del primo inning a portare il suo saluto.

La prima valida dell'incontro è biancoblu, un singolo al centro di Ericson Leonora al secondo inning, proprio dopo il saluto del sindaco. Segue un doppio in piedi di Vaglio, che infiamma un Falchi che intanto va a gremirsi in ogni ordine di posto e altra ovazione sulla volata di sacrificio di Russo, che sblocca il punteggio a favore di Bologna. L'impianto bolognese poi esplode per la lunga battuta di Grimaudo, che va ad oltrepassare la recinzione a destra, non distante dal palo del foul. Gli arbitri esitano inizialmente ma poi considerano la battuta in campo “buono” e convalidano il fuoricampo da due punti dell'esterno biancoblu, suscitando lunghe proteste da parte dei Neptunus. Al cambio di campo, protagonista la difesa felsinea, nel bene e nel male: Boekhoudt e Dudley Leonora vanno in base su due errori difensivi, rispettivamente di Ferrini e Fuzzi, poi sulla battuta a sorpresa di Dantji verso la terza base (il battitore mostra il bunt, ma esegue uno slash) la difesa bolognese ruota alla perfezione e Polonius raccoglie, pesta il cuscino per l'out in terza e da il via ad uno straordinario doppio gioco, assistendo in prima, con un grande Ferrini questa volta a raccogliere la palla dalla polvere. Si chiude un emozionante secondo inning sul 3 a 0 UnipolSai.

Forti emozioni anche al terzo attacco bolognese: apre una base guadagnata da Nosti, che avanza sul perfetto bunt di sacrificio di Ferrini, poi altri quattro ball a Polonius e dopo una visita al lanciatore, ecco Marval che tocca una legnata che buca la difesa del seconda base e procede spedita verso l'esterno, per un triplo che svuota i cuscini e porta il punteggio sul 5 a 0. Ericson Leonora prosegue la mattanza, infilando un'altra legnata che sfiora il cuscino di terza base, sulla quale Kemp non riesce a intervenire, un doppio che manda sotto la doccia Markwell (sostituito da Kelly) e Marval a segnare agevolmente il sesto punto biancoblu.

Si torna a segnare al quinto inning, aperto dalla base a Polonius, che corre fino in terza sulla valida di Marval e va a punto sulla volata di sacrificio di Leonora. Risponde il Rotterdam segnando a sua volta il primo punto, grazie a un singolo di Dantji, che avanza sino in terza sull'errore di Grimaudo e va successivamente a segno sull'out in diamante di Dille. Il punteggio dopo metà match è 7 a 1. Da notare che il singolo dell'esterno centro dei Neptunus è la prima valida battuta dalla squadra olandese contro un grande Perakslis. All'ottavo inning torna protagonista prepotentemente l'attacco bolognese, sul nuovo lanciatore Harcksen, trovando l'ennesima valida ad opera di Russo, che viene eliminato in seconda sulla battuta in scelta difesa di Grimaudo. Con due out e uomo in prima, ecco la base guadagnata da Fuzzi e il doppio di Nosti, un pop che beffa la difesa olandese. Segna Grimaudo. Con seconda e terza occupate ecco il secco singolo di Ferrini che manda a punto i compagni per un clamoroso 10 a 1. All'ultimo attacco, con Gouvea a lanciare, il Neptunus trova la forza per rendere il passivo un po' meno severo. Apre un triplo di di Van der Meer, che segna sull'out in diamante di Kemp. L'ultimo a mollare è Boekhoudt, autore di una valida a dire il vero fortunosa, di una successiva rubata, fino a segnare su lancio pazzo il 10 a 3 finale.

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